Serpenti, come comportarsi in caso di incontro

Tra aprile e maggio è molto comune incontrare serpenti e rettili nei giardini, box, cantine di Cernusco sul Naviglio. In primavera infatti, avviene la riproduzione delle bisce d’acqua e dei serpenti comuni presenti in Lombardia: biacco, orbettino, natrice, ecc. Nessuno di questi animali è velenoso o pericoloso per l’uomo anzi, svolgono un’ottima funzione di “derattizzazione” e contenimento di roditori indesiderati.

In caso di rinvenimento di questi animali, basterà non infastidirli, non avvicinarsi e consentire loro di allontanarsi liberamente in modo da tornare nel loro habitat.

Ricordiamo inoltre che la Legge Regionale 31 marzo 2008  n. 10 Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea dispone che sul territorio regionale, tranne in casi specifici, sono vietate la cattura, l’uccisione volontaria e la detenzione a qualsiasi fine, e in tutti gli stadi di sviluppo, delle specie di anfibi e rettili autoctoni della Lombardia. Per maggiori informazioni, vai sulla pagina dedicata. Tutti i rettili, sono comunque protetti a livello europeo dalla Convenzione di Berna dalla Direttiva Habitat, e a livello nazionale dal Codice Penale (art.544 bis, art. 544 ter).

 

Come riconoscerli e distinguerli dalle specie velenose

La differenza con serpenti tropicali velenosi o meno è nel colore e nelle dimensioni: i serpenti e bisce italiani, innocui, sono in genere di colore scuro o marrone o verdino, mai sgargianti e con colori variopinti.

La principale differenza con la vipera (che nella nostra zona non è comunemente presente) sta nella pupilla: rotonda per la biscia, ellittica per la vipera; e nella testa unita al corpo e tondeggiante per la biscia e distinta dal corpo e di forma triangolare per la vipera.

In ogni caso, la migliore soluzione in caso di incontri di un animale selvatico in ambienti molto antropizzati è quella di non disturbarlo e quando possibile lasciare che ritorni alla sua tana o nel suo habitat.

Nel caso l’animale si trovasse in un luogo da cui non riesce ad uscire, o ci sono sospetti che sia una specie invasiva o esotica, scopri cosa fare e chi contattare in caso di ritrovamento sul sito della sezione locale dell’ENPA

 

Evitare spiacevoli incontri

Esistono comunque alcune regole basilari per evitare incontri ravvicinati con i serpenti:

  • durante le passeggiate avvertire i serpenti della propria presenza cadenzando il passo ed utilizzando un bastone da passeggio,
  • prestare particolare attenzione ai percorsi in luoghi ben esposti al sole come pietraie, muri a secco, ruderi diroccati, dove i serpenti si riposano
  • ispezionare con cura la zona di prato dove si intende riposare, far giocare i bambini o allestire un picnic,
  • prima di raccogliere funghi, pigne o castagne controllare il terreno,
  • lavorare in giardino con i guanti specie se si smuovono sassi, cataste di legna o altro materiale che possa rappresentare un rifugio per i serpenti,
  • all’aperto non procedere a piedi scalzi o con ciabatte aperte
  • non introdurre le mani nude in tane abbandonate, alberi cavi o fessure tra rocce e sassi
  • nel caso di allarme dato da un cane avvicinarsi solo dopo aver individuato la posizione del serpente
  • quando si incontra un serpente, è consigliato fermarsi e restare a osservarlo in silenzio per qualche minuto: spesso il rettile non si allarma e per non disturbarlo basta aggirarlo

 

Le specie non velenose più comuni in Lombardia

Orbettino

orbettino

Nome specifico: Anguis veronensis

Famiglia: Anguidae

Considerato un serpente per via del suo corpo lungo e affusolato e la mancanza di zampe, in realtà l’orbettino è un parente delle lucertole e non dei serpenti. Lungo fino a 50 cm, di solito gli esemplari che si incontrano nei giardini e intorno alla casa non superano i 30 cm. L’orbettino vive in luoghi soleggiati e freschi, dove si ripara sotto pietre, tegole e detriti. Diffuso su tutto il territorio nazionale, dal piano fino a oltre i 2.000 metri di quota, si riconosce per il colore bronzo carico, lucido, il corpo affusolato con coda tronca, le squame piccole e lucide. Il maschio adulto è di colore uniforme, la femmina presenta delle bande longitudinali, da una a quattro, su fianco e dorso.

Innocuo, molto timido, si trova quando si sollevano pietre o altri oggetti da lungo tempo fermi sul terreno. Si nutre di lombrichi e lumache.

 

Colubro liscio

Nome specifico: Coronella austriaca

Famiglia: Colubridae

In Italia è presente in tutte le regioni eccetto la Sardegna e sull’Isola d’Elba.
In media si presenta con una lunghezza che va dai 49 ai 55 cm, ma sono stati misurati individui fino ai 67 cm.
Questo serpente presenta una colorazione dorsale che va dal bruno al bruno rossastro, al giallastro, al grigiastro, con macchie più scure disposte lungo tutto il corpo e più marcate nella parte anteriore del corpo.
La sua dieta comprende lucertole, luscengole ed orbettini, ma talvolta può anche nutrirsi di micromammiferi (topi, toporagni, ecc…) e piccoli serpenti.
Lo si può incontrare in terreni aridi e soleggiati o in aree rocciose e pietrose, entrambi ambienti ricchi di possibili nascondigli.

 

Biacco

Nome specifico: Hierophis viridiflavus

Famiglia: Colubridae

La divisione geografica tra la specie nominale e la sottospecie H.v. carbonarius non è ancora stata definita chiaramente, tuttavia si può affermare che in Lombardia troviamo H. viridiflavus nella zona sud – occidentale, mentre H.v. carbonarius in gran parte della regione.
Rispetto al precedente, presenta lunghezze medie nettamente superiori: va dai 110 ai 150 cm, con individui la cui lunghezza totale arrivava fino a 169 cm.
Per quanto riguarda la sua colorazione, H. viridiflavus presenta il dorso nero con una trama a macchiette gialle-biancastre.
La sottospecie H.v. carbonarius invece, presenta un dorso nero con la macchiettatura poco o per niente visibile.
Le sue prede principali sono lucertole e roditori, ma non disdegna uccelli e altri serpenti.
Non è raro osservarlo nelle aree antropizzate come parchi, giardini o orti, ma lo possiamo trovare anche su muretti a secco, lungo i corsi d’acqua e in radure soleggiate.

 

Saettone comune

Nome specifico: Zamenis longissimus

Famiglia: Colubridae

Specie diffusa praticamente in tutta la Lombardia (oltre che tutte le regioni settentrionali e centrali d’Italia, Isola d’Elba compresa), la sua colorazione varia dal giallo-bruno ad un grigiastro scuro.
In media raggiunge lunghezze comprese tra i 130 e i 150 cm, con lunghezza totale misurata di circa 160 cm.
Questa specie presenta anch’essa una dieta piuttosto variegata: mammiferi, uccelli (anche uova e nidiacei) e lucertole.
È piuttosto comune incontrarlo anche in aree antropizzate, in parchi e giardini, ma anche su muretti a secco e boschi dove esprime appieno le sue capacità di arrampicatore.

 

Natrice dal collare elvetica

Nome specifico: Natrix helvetica

Famiglia: Colubridae

Diffusa anch’essa in tutta Italia, isole maggiori ed Isola d’Elba comprese.
In questa specie le dimensioni differiscono molto tra i due sessi: i maschi vanno in media dai 70 ai 90 cm, le femmine vanno in media dai 110 ai 180 cm.
Appena dietro il capo presentano il caratteristico collare di colore bianco-giallo seguito dal nero, da cui prendono il nome.
Dorsalmente presentano una colorazione di fondo tendente al grigio-verdastro/brunastro con una trama di macchie nere di varie dimensioni.
Essendo una specie legata agli ambienti umidi con presenza d’acqua (stagni, laghi e corsi d’acqua) tende a cacciare per lo più anfibi, in proporzione minore invece si nutrono di roditori, pesci e lucertole.
Gli esemplari adulti tuttavia, a differenza dei giovani, non è raro osservarli lontani dalle zone umide, da cui si spostano per raggiungere ambienti come prati, boschi e anche zone antropizzate.

 

Natrice viperina

Nome specifico: Natrix maura

Famiglia: Colubridae

Questa natrice è diffusa in Sardegna, nel Piemonte meridionale, in gran parte della Liguria, e tra la Lombardia sud-occidentale e l‘Emilia-Romagna occidentale.
Anche questa specie, come la precedente, presenta dimensioni differenti tra i due sessi: i maschi in media vanno dai 45 ai 60 cm, mentre le femmine vanno dai 50 agli 80 cm.
La colorazione dorsale di fondo di questa specie è verdastra, grigiastra o marrone e sia lungo la linea mediana dorsale che lungo i fianchi presenta file di macchie scure.
Ancor più della precedente specie, la natrice viperina è legata agli ambienti umidi e infatti presenta abitudini strettamente acquatiche che la rendono osservabile in fiumi, ruscelli e laghi dove si nutre di pesci, anfibi, anellidi ed artropodi.

 

Natrice tassellata

Nome specifico: Natrix tessellata

Famiglia: Colubridae

Specie ad ampia distribuzione su tutta la penisola fatta eccezione per le isole.
Come per le precedenti, si ripete la differenza in lunghezza tra i maschi e le femmine.
Il maschio più lungo misurato è di 74 cm, mentre la femmina di 106 cm; in media presentano una lunghezza che varia dai 65 ai 90 cm.
La colorazione dorsale va dal grigio, al verdastro e al marrone come colorazione di fondo, presenta poi un pattern di macchie scure e bande trasversali.
Anche questa natrice ha abitudini legate agli ambienti acquatici come fiumi, ruscelli e laghi dove si nutre principalmente di pesci, ma anche anfibi.

Vipere

Non sono presenti solitamente in pianura, mentre la loro diffusione è più comune nelle zone collinari e montane, ma è utile sapere riconoscerle, soprattutto se si frequentano le zone dove è possibile incontrarle e per distinguerle dalle specie innocue. Il loro morso è velenoso, ma molto spesso mordono “a secco” per non sprecare il prezioso veleno usato per cacciare con una preda troppo grande per loro, come può essere appunto un essere umano o un animale domestico. In caso di morso da parte di una di queste specie è comunque necessario contattare immediatamente i soccorsi, il veleno e il morso possono avere conseguenze pericolose se non si interviene correttamente.

Vipera comune / vipera di Redi

Nome specifico: Vipera aspis aspis / Vipera aspis francisciredi

Famiglia: Viperidae

La distribuzione geografica di queste sottospecie in Italia comprende Valle d’Aosta, Piemonte e gran parte della Liguria per V.a. aspis, mentre V.a. francisciredi è diffusa nelle restanti regioni centro-settentrionali fino a comprendere parzialmente Puglia e Campania (più a sud di questa linea immaginaria troviamo la terza sottospecie V.a. hugyi).
Rimane esclusa solo la Sardegna.
Tuttavia, anche se non ancora ben definita, l’area di contatto tra queste due sottospecie sembrerebbe essere localizzata approssimativamente tra Piemonte e Lombardia.
La colorazione dorsale di queste sottospecie è variabile: grigio, beige, marrone, arancio, fino al rossastro come colore di fondo, con una trama di barre più scure separate o parzialmente fuse in V.a. aspis, mentre nella V.a. francisciredi il numero di barre è minore e sono separate tra loro.
A differenza dei Colubridae presentano dimensioni inferiori: in media dai 50 ai 70 cm.
Come habitat frequentano ambienti particolarmente assolati come prati incolti, pascoli d’alta quota, valli fluviali, pendii e zone costiere.
La loro dieta è basata principalmente su micromammiferi (topi, toporagni, ecc…) per quanto riguarda gli individui adulti, i giovani si nutrono principalmente di lucertole.
Occasionalmente non disdegnano uccelli e anfibi.

 

Marasso

Nome specifico: Vipera berus

Famiglia: Viperidae

Questa specie presenta una distribuzione sul nostro suolo nazionale inferiore rispetto alla precedente, è infatti possibile incontrarla sulle Alpi centrali ed orientali (dalla Lombardia al Friuli-Venezia Giulia).
Le dimensioni medie di questa specie vanno dai 50 ai 60 cm.
Per quanto riguarda la colorazione dorsale varia come per la specie precedente con simili toni di colori, quello che le distingue è invece la presenza di una trama più scura a zig-zag (colore beige, rossastro, marrone o nerastro) che corre lungo il suo dorso.
La dieta di questa specie è abbastanza variegata, comprendente piccoli mammiferi, anfibi, uccelli; i giovani predano anche lucertole.

 

Si ringrazia il naturalista cernuschese Federico Belloni per la collaborazione