Come libri aperti – Presentazione “Ero un bullo”

ero un bullo

Torna la rassegna “Libri aperti”, organizzata dal Comune di Cernusco sul Naviglio in collaborazione con B612. Martedì 31 gennaio, presso il cineteatro Agorà, Andrea Franzoso presenterà il best-seller “Ero un bullo, storia vera di Daniel Zaccaro, ex bullo la cui vita è completamente cambiata grazie all’incontro in carcere, con don Claudio Burgio. Diventata un esempio di rinascita, amicizia e amore per la vita, questa storia verrà raccontata grazie all’intervento di tutti i protagonisti: insieme all’autore saranno presenti, infatti, lo stesso Daniel Zaccaro e Don Claudio Burgio, fondatore e presidente dell’associazione Kayrós che dal 2000 gestisce comunità di accoglienza per minori e servizi educativi per adolescenti, collaboratore di don Gino Rigoldi come cappellano dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano.

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“Ero un bullo” racconta una potente storia vera che parla di riscatto e di rinascita: quella di un ex bullo che ora aiuta gli altri ragazzi “cattivi” a liberarsi da un destino apparentemente già segnato. Daniel vive a Quarto Oggiaro, periferia di Milano. In famiglia il clima è teso, pochi soldi e continui litigi. Cresce nei cortili delle case popolari, ama il calcio e in campo è il più forte, tanto che a dieci anni gioca con la maglia dell’Inter. Le aspettative su di lui sono altissime, e non vuole deluderle. Ma quando, durante una partita, Daniel manca il goal decisivo, il sogno di diventare un calciatore famoso è infranto per sempre.

Alle medie Daniel è un bullo temuto da tutti, carico di rabbia e aggressività. Sente che l’unico modo per guadagnarsi il rispetto è incutere paura e non temere niente, neanche di fare un colpo in banca. E infatti, lui le rapine arriva a farle per davvero, finché finisce al Beccaria, il carcere minorile. È considerato un ragazzo perduto, irrecuperabile. Fin da subito si distingue per la cattiveria, per punizione subisce ben tre trasferimenti in altri istituti penitenziari.

A segnare la svolta, l’incontro con don Claudio, il cappellano del carcere. Daniel viene affidato alla sua comunità, che accoglie i “ragazzi difficili” e lentamente impara a guardare le cose da una nuova prospettiva.

Eppure, proprio quando sembra aver messo la testa a posto, ricade in errore e viene arrestato di nuovo. Stavolta finisce a San Vittore. Daniel si sente smarrito, pensa di aver deluso tutti. Ma don Claudio non lo abbandona. E di lui si prende cura anche una professoressa di lettere in pensione, Fiorella, che fa la volontaria in carcere. Daniel riprende gli studi che aveva interrotto, si diploma, decide di iscriversi all’università. Oggi fa l’educatore.